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Masseria Battifarano - Cantine Cerrolongo

Sono coltivati su terreni frontali al mare con un sesto d'impianto 5,50m x 3m per un totale di circa 10 ha, su terreni di medio impasto sciolto con una lieve preponderanza di argilla e scheletro.

I nostri oliveti sono composti da:

  • Le varietà coltivate sono: Coratina, Leccino, Frantoio, Cima di Melfi e Ogliarola del Bradano

L'OLIVO, "PRIMO FRA TUTTI GLI ALBERI"

In Italia la civiltà dell'olivo e dell'olio ha, come la pianta stessa, radici profonde e diffuse. L'olivo è pianta sacra a Minerva. L'olivo è anche nei versetti della Bibbia (la colomba che annuncia a Noè la fine del diluvio universale portava con sé una vermena di olivo; di olio di olivo era unta la Pietra che Giacobbe portava in Mesopotamia). L'olivo e l'olio d'oliva hanno ancora un ruolo centrale nei riti del Cristianesimo: un ramoscello d'olivo è ancora oggi benedetto la Domenica delle Palme e gelosamente conservato per tutto l'anno. L'olio benedetto, mescolato con balsamo ed altri aromi, forma il crisma. La pianta ha origini incerte, anche se alcuni dati storici indicano l'Asia Minore e la Siria come l'area di origine più probabile. Da quest'area i Greci la diffusero, sotto il nome di haia, verso l'occidente. Fu la dea Minerva, secondo Diodoro, che insegnò come si dovevano coltivare gli olivi e come dai loro frutti estrarre l'olio. Nell'antica Grecia, Omero testimonia la presenza di numerose boscaglie di olivi selvatici e numerosi olivi addomesticati, dal tronco così grande da potersi talvolta trasformare, è il caso di Ulisse, in un letto matrimoniale. In Italia, anche se alcuni ritrovamenti fanno risalire l'uso dell'olivo già dal Pliocene, le prime piante coltivate si ebbero probabilmente nella Sicilia e nella Magna Grecia verso la metà del primo millennio a.C.. Scarse sono le notizie sulla estensione degli oliveti coltivati a quell’epoca. In Basilicata, nel quinto volume del 1961 a cura del prof. L. Franciosa, edito dalla Cassa per il Mezzogiorno, sulla Struttura e mercati dell'Italia meridionale, è indicato che il patrimonio olivicolo accertato dal Catasto agrario era di 2,6 milioni di piante (1,1 a Matera e 1,5 a Potenza). In provincia di Matera, le varietà più diffuse erano la Pizzutolo, la Nostrale, la Tarantina, la Cima di Corato, la Fagiola, la Ghiannara e la Maiatica. Tutte queste varietà risultavano irregolarmente distribuite a causa delle condizioni climatiche e del terreno. Ma le zone più importanti erano quelle di Nova Siri, Bernalda, Ferrandina e l'ara di Tricarico-Stigliano. Anche le densità di piantagione erano molto variabili da 250 piante per ettaro negli impianti specializzati della pianura Metapontina a meno di 100 piante per ettaro nella coltura promiscua.

Vitale Nuzzo –Antonio Trivisani – Raffaele Rinaldi

Le notizie ed immagini sono tratte da "Gli Olivi Secolari di Castrum Boletum e Rotunda Maris" - 2004

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